GUGLIELMO MARCONI

"LA PRUA DELL’ELETTRA"    

                 

Fine e ricordo della nave di Guglielmo Marconi

 

"In terra zaratina - giace l’ancor vicina al  nostro cor la nave

 Il fatto che seguiva  da quell’istante in poi anche per noi è grave".

Non ricordo più dove abbia letto i versi ora riportati che si riferiscono alla sorte toccata "al navil speciale" che appartenne, per realizzare i suoi alti studi, al Senatore Guglielmo Marconi, inventore della telegrafia senza fili come un tempo si diceva poi divenuto Marchese e Presidente della Reale Accademia d’Italia creata in "sostituzione" , si direbbe, di quella famosa dei Lincei, poi giustamente ripristinata nel nostro Paese.

I bene informati non hanno mai cessato di deplorare la voluta e decisa perdita di questo cimelio storico.
L’ "Elettra" fu una nave straordinaria, dunque, giunse a Trieste precisamente nel 1962, portatavi per essere sistemata fino all’anno della sua fine, decisa dal suo possessore: il Ministero delle nostre Poste che volle ridurla “in frantumate parti" e rugginosi avanzi.
La sua prua fu vista nell’Arsenale San Marco della Fin cantieri. Come ben sanno i Radioamatori di tutto il mondo.

 Dopo un ventennio di tanta ignobile giacenza, venne restaurata, contro la sua ruggine, dall’Anzellotti, benemerito per aver portato a termine la proficua operazione di salvataggio.
Difesa bellamente dalla speciale verniciatura veniva destinata alla stazione marittima di Trieste regina di terra e di mare.
Viva i Triestini, si dirà, perché hanno in tal modo potuto ammirare l’omaggio reso alla storia, in essa oltraggiata per lunghissimi tempi di oblio ed in opposizione alle vive proteste della figlia dello scienziato,  la Principessa Elettra Giovanelli Marconi, alla fine rallegrata dalla bella notizia della (parziale) buona sorte toccata ai resti della nave paterna.

  Ma la vicenda "tecnica" non poteva arrestarsi a questo punto poiché la prua veniva risistemata trasportandola nel piazzale che si trova a Padriciano, in uno spazio visibile di fronte al laboratorio di ricerche elettromagnetiche intitolato : "Trieste ne è lontana solo pochi chilometri".
Eccoci a rivederla, la prua, storica come tutta l’Elettra! I radioamatori è come se avessero tutti fisicamente partecipato al recupero di tale illustre "reperto" che a Padriciano, per tutti gli Italiani, rappresenta sul Carso caro a Trieste come al resto della nostra Patria, un valore imperituro, tanto più che al ricordo suo proprio si è aggiunta nell’intenzione cosidetta ufficiale, l’arte trasformatrice e ripresentatrice di un valoroso "homo de metalli" quale viene considerato l’artista Giò Pomodoro.
Il turista, italiano o straniero, può ammirare l’opera realizzata e quella realizzabile in futuro, percorrendo con la propria automobile l’autostrada  A4 che va in direzione di Trieste, citta del cuore.

 

Udine, 21 luglio 2001                                                                             

Angelo Ricci_IK1UGX.